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Luigi Allemandi

San Damiano Marca (Cuneo) 08.11.1903 - 1978

C'è un punto di svolta nella carriera di questo grande "terzino di volata", come lo definiscono le cronache d'epoca stupite dalla sua mobilità e dai suoi lanci. E' il famoso episodio di corruzione nel derby Torino - Juventus che porta alla revoca dello scudetto '27, conquistato sul campo dai granata.

Alla vigilia della partita, un dirigente avversario promette al fortissimo terzino bianconero 50.000 lire per perdere: 25.000 subito e l'altra metà a giochi fatti. Si svolge la partita, il Toro vince 2-1 ma "Gigione" si batte come un leone: quando va a chiedere il saldo, si sente rispondere picche. Un cronista del "Tifone", quotidiano romano, è casualmente testimone dell'alterco e fa scoppiare lo scandalo. I granata perdono il titolo, il difensore - che nega tutto e si chiude in uno sdegnoso silenzio - è squalificato a vita.

Ma un anno dopo, per sua fortuna, si sposa Umberto di Savoia e l'amnistia generale e quella sportiva seguita al terzo posto dell'Italia alle Olimpiadi di Amsterdam portano la grazia anche a lui, che aveva firmato già con l'Ambrosiana-Inter. In nerazzurro gioca otto campionati, conquista nel '30 il suo secondo scudetto (il primo l'ha vinto nel '26 in maglia bianconera) e riacciuffa la nazionale, sostituendo Caligaris che aveva preso il suo posto nella Juve e vincendo il mondiale del '34. Si fa vedere anche a Roma (sia in giallorosso che biancoazzurro) e chiude a Venezia.
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